pa[ ]saggio

Siamo al quinto appuntamento con Itinerario Stabile.
Nel 2009 inauguriamo un progetto biennale dal titolo pa[ ]saggio.

Nel 2009 e 2010 non abiteremo più il sito creato per le precedenti edizioni lungo la sponda del Fiume Savio. Misureremo, di nuovo, un paesaggio, quello della nostra città, ma questa volta ricominciamo a camminare, ci lasciamo guidare dall’idea di itinerario, di passaggio: dal margine al cuore del centro storico, dalla costruzione di un sito artistico nello spazio naturale alla radicale trasformazione di spazi urbani già dati. Dall’idea di sostare a quella di attraversare il corpo della città. Dall’invenzione di uno spazio per l’arte alla progettazione artistica dello spazio pubblico.
In marcia verso il cuore della città, cercheremo, da una parte, di ridisegnare il suo centro, i suoi spazi più conosciuti e visibili insieme a luoghi che ugualmente ne determinano il tessuto, la conformazione e la storia ma che spesso restano invisibili alla maggior parte di noi; e dall’altra, di questi spazi, sia centrali che periferici, tenteremo di cogliere e svelare gli aspetti a prima vista inavvertibili.

La città è per noi il pa[ ]saggio, un corpo doppio, diviso e riannodato da un’operazione mancante, sulla soglia di due opposti: il visibile e l’invisibile. La soglia è il luogo dove si toccano e comunicano mondi diversi.

Da lì ci sporgeremo per spingere e fissare lo sguardo sulle parti più velate dei luoghi fisici in relazione alla struttura profonda dei luoghi mentali che a essi si compenetra. Lì lavoreremo per fare emergere lo spazio, il suo dritto e il suo rovescio, le forme dei luoghi in cui viviamo fatte di segni tangibili, come quelle provocate dal tempo o dai successivi interventi dell’uomo, e le forme impalpabili, che sono fatte delle nostre speranze, dei desideri, delle memorie.

Viaggeremo fra paesaggi reali o solo immaginari. Fra paesaggi esterni, oggettivi, tangibili, e paesaggi interiori, segreti, mutevoli.
Gli spettacoli ospiti saranno quasi una serie di relazioni di viaggio, di passaggi attraverso i luoghi. Saranno capaci di svelarli attraverso mezzi diversi, stabilendo inedite relazioni tra lo spettatore, l’azione artistica e il luogo. Si creeranno, grazie agli interventi artistici, nuovi spazi transitori, vissuti nel momento stesso in cui si consuma un’esperienza.

pa[ ]saggio 09

Si concentra sui paesaggi sottili, spesso invisibili, racchiusi in immagini e spazi più o meno noti della nostra città.

Partiamo dal luogo più visibile di Cesena: la Rocca Malatestiana, con la sua storia fatta di segni tangibili ma soprattutto di orme, segnali, tracce nascosti.
Il paesaggio di questo millenario luogo prenderà una inedita forma fra luci e bagliori artificiali dell’installazione video ideata da Apparati Effimeri.
La Rocca diventerà un nuovo ambiente, in cui assisteremo alle performance di Fanny & Alexander, al concerto di Richard Youngs, ai concerti a cura di Frequenze Indipendenti e al primo evento del Festival di Filosofia e Musica (FFEM), con Luigi Lombardi Vallauri, Stefano Lombardi Vallauri e Neil on Impression.

Guidati dagli artisti del festival, che ci faranno percorrere, nelle ore diurne, zone centrali e periferiche, note o non conosciute della nostra Cesena, scopriremo sotto la luce del sole l’invisibile di altri luoghi.
Le nostre guide saranno i Carretti Musicali, Antonio Rinaldi e Francesca Grilli.

La Rocca e una serie di spazi disseminati per la città e i suoi dintorni saranno oggetto di uno sguardo nuovo, grazie allo strumento per eccellenza di questa edizione: la luce.
Paesaggi fatti di luce cambieranno, per qualche ora, la nostra immagine della città. Paesaggi transitori, aperti alla scoperta e all’imprevisto.
Spesso un abbaglio, offuscandoci la vista per qualche secondo, illumina e ci fa scorgere forme che non conosciamo: è la capacità della luce di ridisegnare un luogo, mettendo in relazione realtà, memoria e immaginario.

Ricostruiremo e attraverseremo i luoghi attraverso diorami differenti.
Diorama è una parola che ci affascina: è sinonimo di paesaggio ma anche una precisa modalità di osservarlo, riprodurlo, scoprirlo e viverlo, di vedere attraverso, di percorrere con lo sguardo e con i sensi lo spazio.
Come in un diorama, l’immagine non sarà fissa ma cambierà, in un ingegnoso gioco di proiezioni, riproduzioni del visibile e manifestazioni dell’invisibile.

2010

Per il 2010 è previsto il nostro itinerario nelle vie del centro storico: la città diverrà cantiere aperto a opere visibili e condivise da artisti e pubblico.
Artisti e architetti ospiti incideranno il tessuto urbano, costruendo nuovi paesaggi sui paesaggi esistenti.
Saremo di fronte alla trasformazione continua di scenari, scene, spettacoli, aspetti di un paese e di un luogo, vedute che si spalancano davanti al viaggiatore.

architetti all’opera

Per realizzare pa[ ]saggio sarà ancora una volta indispensabile la preziosa collaborazione con la Facoltà di Architettura ¨Aldo Rossi¨ di Cesena, attraverso il laboratorio di sintesi, Il luogo della rappresentazione. Verrà coinvolto come ogni anno un maestro che lavorerà, insieme agli studenti, per la progettazione degli spazi scenici e di ritrovo di Itinerario. Il nostro terzo maestro, dopo Cesare Ronconi e Istvan Zimmermann, sarà il Professor Gianni Braghieri.
Braghieri guiderà gli studenti, nel corso di questi due anni, alla realizzazione di un progetto, che potremmo definire coreografico, perché sarà capace, attraverso una lettura attenta dei ¨copioni¨ degli artisti ospiti, di riscrivere e animare il paesaggio urbano di Cesena tramite architetture effimere e installazioni che insieme agli elementi sonori e performativi degli spettacoli ospitati, disegneranno una nuova città.
A partire da marzo 09 alcuni degli artisti del festival inizieranno a dialogare con gli studenti del laboratorio di sintesi, in un percorso annuale di incontri creativi che preparerà l’istallazione nel centro storico ideata per l’edizione 2010.